Cartografia

03b_Cavola-Toano

Caratteristiche Itinerario

2h 10′

8 km

Difficoltà: E

Dopo Stiano il SM prosegue uscendo sulla strada comunale per Corneto, dove costeggia il campo sportivo e si inoltra in salita nel bosco da cui esce presso la borgata di Cà de Gatti.

Si prosegue attraverso i campi salendo a Manno dove sono ancora visibili il tracciato selciato, la corte e la villa ottocentesca della famiglia Ghirardini, la chiesa di S.Prospero e Paolo.

Una fontana e una area pic nic si trovano presso un gruppo di esemplari secolari di roverella da cui parte la salita verso Toano (PUNTO TAPPA).

Il SM sovrapposto al 682 sale attraverso i campi ma in caso di tracciato impraticabile per fango si consiglia la strada asfaltata. Il sentiero 682 prosegue diritto mentre il SM tiene la sinistra dapprima su asfalto poi si stacca sulla destra su una carraia che sale fino al borgo del Castello di Toano ed alla Pieve romanica di S.Maria in Castello, una delle meglio conservate con i suoi capitelli in arenaria che riassumono tutte le culture del medioevo (germanica, classica, bizantina).

Alla Pieve si riprende il sentiero 682 verso ovest lungo il crinale dentro al bosco dal quale si esce in località Polcione, dove il SM scende a sinistra ed attraversa prima la comunale per Cavola e poi la provinciale (ATTRAVERSAMENTO PERICOLOSO).

La discesa verso il T. Dolo avviene attraverso la strada del borgo di Polcione che diventa carraia ed intercetta l’Oratorio dei Prevedelli e il borgo di Frale.

CECCATI E PIEVE DI TOANO

cavola-toanoI Ceccati per generazioni tra il XVI e il XVIII secolo svolsero il mestiere di artigiani, dotando le chiese del territorio di opere artistiche uniche e preziose: ancone, cibori, particolari scolpiti in legno e in arenaria. Sul SM sono visibili la loro casa natale a Stiano, pregevoli lavori nelle chiese di Cavola, il campanile di Corneto, le ancone di Manno. A Corneto, collocato sotto la torre campanaria, si trova il Centro Studi “I Ceccati” (www.corneto.it). La lavorazione artistica del legno e della pietra è tuttora viva nella valle, dove probabilmente è stata proprio la presenza della Pieve a dare spunto ed ispirazionea chi già lavorava questi materiali per necessità.