Cartografia

02a_Casina-Marola-Cigarello

Caratteristiche Itinerario

3 ore

10,5 km

Difficoltà: E

Dal Municipio di Casina si scende in direzione Marola su Via Cà Matta seguendo i segnavia 650. Si svolta poi a destra su Via Gramsci passando a sinistra di una torretta colombaia molto singolare.

Si sale su asfalto fino alle ultime case dove sulla destra si stacca il sentiero che aggira la borgata del Monte. Si giunge al crinale che offre un ottimo punto panoramico.

La carraia attraverso i campi arriva alla chiesa di Migliara e da qui riprende l’asfalto. Si attraversa il sottopasso della via Militare della Lunigiana proseguendo sulla strada asfaltata verso Marola, via Dante Alighieri, e poi si svolta a destra su via Boastra.

Si prosegue ignorando a sinistra il sentiero 658 fino a Villetta dove il sentiero sale lentamente su una carraia che poi si inoltra nei boschi arrivando alle borgate di Cà Brioni, Castello e Canova.

Questi ultimi conservano edifici di diverse epoche alcuni con portali originali. Da Canova si sale alle case più alte di Marola da via Poggio per poi scendere ed attraversare via dante Alighieri raggiungendo il seminario-abbazia di Marola su Via Chittoni. Una breve deviazione raggiunge il metato (antico essicatoio da castagne) recuperato in località Frazera.

Dal seminario si procede sempre su via Chittoni verso valle; il sentiero si stacca sulla sinistra passando di fianco alla vecchia casa cantoniera.

Attraversata la strada comunale si scende di fronte all’oratorio di Campodeloppio imboccando una carraia che scende tra campi e boschi fino a Carezza. Qui si riprende la strada asfaltata che scende con una ampia vista sulla vallata; a destra si può ammirare il borgo con casa a torre di Sorchio. Su via Carezza si prosegue fino all’incorcio con via San Martino a fianco del caseificio del Cigarello, dove si incrocia l’altro ramo del SM che scende da Valcava.

ABBAZIA, SEMINARIO E CASTAGNA

Marola è molto conosciuta oltre che per la sua abbazia romanica anche per i suoi castagneti. Essi devono la loro origine alla decisione di Matilde di Canossa di fondare qui un’abbazia dotandola di ricchezze e territori. I monaci curavano e gestivano il castagneto che è sempre rimasto il bene primario anche quando l’abbazia divenne palazzo signorile e poi sede del seminario. Ora è sede del Centro diocesano di spiritualità. Marola ha una ricca rete di sentieri e percorsi.